fbpx

Chi ero: Da dove sono partito

Con alcune semplici parole voglio raccontarti un po’ di me.
L’obiettivo di queste parole non sarà quello di auto elogiarmi, anzi, sarà di trasmetterti da dove sono partito perché chiunque tu sia è giusto che tu sappia che se vuoi, puoi.

Se puoi immaginarlo, puoi farlo.

Lo diceva anche Walt Disney ed io ho la sana ingenuità di voler credere a questa affermazione.

Anche se non lo crederai, ti posso garantire che a livello personale è una soddisfazione sentirsi così forti soprattutto avendo sempre il ricordo della pessima mentalità che avevo qualche anno fa e che non mi faceva assolutamente credere in me stesso e nella realizzazione dei miei desideri più arditi.

Prima di questo però, andiamo per gradi.

Ho la fortuna di avere 2 genitori speciali oggi entrambi in pensione:
mia mamma Franca, che ha fatto la dipendente statale per tanti anni nel comune del nostro paese;
mio papà Paolo, che ha lavorato come agente in un’azienda di batterie.

Da loro ho preso la cosa più importante ovvero i valori che porto dentro di me.
Li dovrò ringraziare sempre perché mi hanno insegnato, grazie al loro sacrificio quotidiano, ad apprezzare le piccole cose, raggiunte con impegno e dedizione.
Loro sono stati in grado di non farmi mai mancare nulla e devo ammettere che negli ultimi due anni, da quando li ho resi nonni mettendo al mondo il piccolo John, mi sto rendendo conto di quanti sacrifici abbiano fatto per me.

Tommaso aloisi bambino valori
Ero un bambino vivace, volevo giocare e divertirmi

Io dal mio punto di vista ero un bambino vivace, come tanti, che voleva giocare e divertirsi.
Mi bastavano un pallone ed un prato ed ero felice e così, con questa passione, inizio sia le elementari che la scuola calcio.
Inutile dire che durante la lezione continuavo a guardare la finestra con la speranza di sentire la campanella e poter andare a rincorrere di nuovo il mio amato pallone, fatto sta che la mia scarsa attitudine scolastica mi portava ad essere troppo spesso sopra le righe e così, alle medie i miei genitori pensano di aiutarmi a migliorare queste mie “lacune” mandandomi in una scuola gestita da dei preti carmelitani scalzi.
Hai presente quando dicono che se ti diverti il tempo vola?
Bene, per me è stato totalmente l’opposto e il tempo sembrava non passare mai e forse quel sistema così rigido in cui mi trovavo, in cui non si poteva mai sgarrare di una virgola mi è stato troppo, troppo stretto.

Le prime scelte importanti

Arriviamo così ad una giornata chiamata Job Orienta in cui si valutavano i vari percorsi scolastici delle superiori ed è così che tra una situazione ed un’altra mi imbatto in dei ragazzi che con l’ausilio di un computer muovevano dei robottini come preferivano!

In quel periodo della mia vita, in cui ero alla estrema ricerca di una scuola più dinamica ed entusiasmante sono rimasto davvero affascinato!

Quella era la mia scuola.
Io, tutto il giorno, davanti al pc a divertirmi!

E così ho iniziato informatica con la massima delle ambizioni.

In quel periodo, magia delle magie, vengo anche selezionato per andare a giocare nel Chievo Verona. Insomma, in quell’estate sembrava davvero piovere sul bagnato per Tommy!

Mi ricordo anche che i miei genitori avevano fatto quell’estate un sacrificio economico per comprare un nuovo computer che mi doveva servire per il percorso scolastico! Wow!

Settembre arriva e la scuola inizia.
Passa un giorno.
Ne passano 2.
Passa una settimana.
Passa un mese.
E del computer e dei robot neanche l’ombra.

Iniziavano in quel periodo ad uscire le prime app, arrivava il primo iphone e da un punto di vista informatico il mondo ha sparato una novità dietro l’altra.
Bramavo dal desiderio di imparare tutto quello che il mondo richiedeva, peccato che i miei professori, pur essendo innamoratissimi della loro materia, si erano laureati 30 anni prima in un mondo in cui l’informatica era decisamente un’altra.

Tutto quello che mi insegnavano ai miei occhi risultava totalmente inutile, per il semplice motivo che il mondo stava cambiando troppo velocemente.
In 5 anni siamo passati dai floppy disk, alle chiavette USB,
dal modem 56k, all’ADLS,
dal Nokia 3310, ai primi Iphone.

Forse sto utilizzando queste parole per giustificare la mia scarsa voglia di studiare, fatto sta che ero pienamente consapevole che stavo studiando solo per prendere un pezzo di carta chiamato diploma e questo non mi stimolava a voler apprendere ed andare a scuola con entusiasmo.

Il percorso formativo e il bisogno di rivalsa

Tommaso Aloisi credi sempre in te stesso
Credi sempre in te stesso, si il tuo primo fan

Da lì, inizia il percorso formativo che mi ha aiutato oggi ad apprezzare tutto ciò che ho.

Il mio scarso impegno portava scarsi risultati.
I miei scarsi risultati portavano scarse credenze nei miei confronti da parte dei miei amici.
Le scarse credenze nei miei confronti da parte dei miei amici portavano scarse credenze in me stesso.

Inizio così a sentirmi sempre più inadeguato, inadatto.
Non a caso, in terza perdo l’anno, mi bocciano e, dulcis in fundo, si interrompe il mio percorso calcistico con il Chievo Verona facendomi tornare così al calcio di provincia.

Non credevo più in me stesso e purtroppo, per disinformazione mia personale mi era più facile puntare il dito contro gli altri e così “è colpa dei professori”, “è l’allenatore che non mi vedeva”.
Detto, fatto.
Cambio scuola e cambio squadra.
Pensi che i risultati siano cambiati?

È la mentalità che porta le azioni.
E sono le azioni che portano i risultati.

E la mia mentalità, era sempre la stessa!

A scuola arranco fino a diplomarmi, mentre a calcio, nonostante un ottimo potenziale, cambiavo squadra ogni anno sempre con le solite scuse.

Ormai la mia autostima era a terra e mi stavo arrendendo:
“Tommy, accontentati! Puoi essere felice anche con una vita mediocre, d’altronde tu sei mediocre, perché dovresti avere di più degli altri?”

Esisteva per mia fortuna però, una vocina che non mi ha mai mollato:
“Ci deve essere qualcosa in più! Deve succedere qualcosa, non può essere tutto qui!”

Quella vocina che ogni tanto prima di andare a dormire, quando hai gli occhi chiusi ma ancora non dormi, si fa sentire e ti ricorda che il mondo è bello e la vita è fatta per essere vissuta al massimo.

Peccato che fosse davvero sporadica e che la frustrazione, il pensiero delle innumerevoli occasione mancate, il continuare a puntare il dito contro gli altri non facevano altro che alimentare i miei pensieri negativi.

La prima esperienza lavorativa

E così, nell’estate del 2009, preparo il curriculum e inizio a portarlo in giro.

Driiin… Driin…

Suona il telefono ed era un magazzino che cercava una figura come la mia.
Cambiavano tutti i sistemi operativi dentro la struttura e serviva qualcuno che sapesse aiutarli nella gestione: pronti, via ed ASSUNTO con contratto per 3 mesi!

Benissimo, si comincia una nuova avventura!
Ero felice? NO!
Ma i miei amici lo erano per me: “wow! Hai trovato lavoro”, “caspita che fortuna, io cerco ma non trovo nulla”, “tienitelo stretto caspita”
I miei genitori inoltre erano orgogliosi di vedermi iniziare ad entrare nel mondo del lavoro!

E più sentivo rimbombare queste parole, più di nuovo il mio subconscio veniva bombardato:
“accontentati! Hai qualcosa che tanti vogliono! Un lavoro fisso, in questo periodo!”

3 mesi di lavoro ben fatti ed arriva subito la sorpresa, un contratto a tempo indeterminato!

Per le persone attorno a me sembrava una gallina dalle uova d’oro mentre io in cuor mio, ero solamente preoccupato di dover lavorare altri 39 anni e 9 mesi in quel posto prima di andare in pensione.

Passano i giorni.
Passano le settimane.
Passano i mesi.
E mi rendo conto che FACEVO SEMPRE LE STESSE COSE.

Mi svegliavo sempre alla stessa ora,
facevo colazione al volo, saltavo in macchina per andare ad imbottigliarmi nel traffico, arrivavo sempre all’ultimo minuto per poi entrare, timbrare il cartellino, riempire i camion, preparare le bolle di accompagnamento, segnare la giacenza, rispondere al telefono ed andare a casa, mangiare, andare a letto stanco e poi riprendere.

Però il sabato avevo il giorno libero!
Apparentemente il giorno più bello della settimana, in realtà lo vivevo con l’ansia di dover ritornare il giorno dopo a fare qualcosa che non mi piaceva!

Però almeno hai un tot di settimane di vacanza all’anno!
Apparentemente le settimane più belle dell’anno, in realtà le vivevo con l’ansia di dover ritornare di nuovo a fare un anno così prima di avere qualche giorno di fuga.

Ero spaventato, preoccupato e intimidito.
Tutti attorno a me mi dicevano che ero fortunato, di tener duro e tenermi stretto ciò che avevo.
Io non vedevo la luce alla fine del tunnel.

E quella maledetta vocina, non mi ha mai abbandonato:
“Ci deve essere qualcosa in più! Deve succedere qualcosa, non può essere tutto qui!”

Il punto di svolta

Penso che ci siano dei momenti della vita di ogni uomo in cui all’improvviso scatta qualcosa che ci aiuta a consapevolizzare cosa stia accadendo ed a prendere in mano la situazione.

Per me, il momento è stato quello.
Quando ho realizzato, che o cambiavo qualcosa, o sarei morto senza aver vissuto la vita che volevo davvero vivere, ho capito che dovevo avere il coraggio di aprire i miei orizzonti ad altre strade.

La parola coraggio deriva proprio da “agire” con “cuore”, ed era esattamente quello che volevo!
Chi se ne frega di quello che dicono gli altri, io volevo vivere la mia vita per essere felice io in primis e non mandare giù ed accontentarmi per compiacere alle persone attorno a me.

Sì, quello è stato decisamente il momento in cui ho detto a me stesso: “è giunto il momento”.

Tommaso Aloisi Leader trasferire competenze
Quando ho deciso di agire, ho messo il cuore

Probabilmente ti starai domandando cosa sia cambiato in me ed effettivamente è una bella domanda ma la risposta lo è ancora di più:
il mio modo…
di vedere…
il mondo!

Ero comunque grato di ciò che avevo, e non potevo certamente lasciare il lavoro da un giorno all’altro.
Questi soldi mi servivano, eccome se mi servivano e non avrei potuto senza un’entrata continuare a vivere, quindi dovevo tenermelo stretto, dunque, come primo passo ho iniziato a farmi domande:
Chi sono?
In quale situazione sono adesso?
Quali abilità ho che possono aiutarmi?
 
Con queste risposte in mano, ho iniziato a cercare di capire in base alle mie risorse, il mio tempo a disposizione e le mie capacità che tipo di attività avrei potuto intraprendere.

Pensavo e pensavo.
Pensavo mentre mangiavo.
Pensavo quando ero in bagno.
Pensavo sotto la doccia.

Pensavo ma non avevo idee.
Come avrebbe potuto una persona senza soldi, con doti mediocri e senza tempo, pensare di cambiare la sua vita?

Però la vita è strana e quando tu chiedi intensamente qualcosa, quella cosa, arriva!

Ed è per pura casualità che, in un momento di attesa in cui avevo finito la batteria del telefono, vidi davanti a me un libro, lo presi, e cominciai a sfogliarlo.
Leggo le prime righe ed inizio a stregarmi:

“leader non si nasce, leader si diventa”.

“la leadership, come il successo, sono delle materie e si possono studiare”.

Nessuno mi aveva mai detto quelle cose!
Nessuno!
Anzi, avevo sempre vissuto con le credenze opposte, o nasci leader o non lo sarai mai, o hai abilità oppure madre natura è stata sfortunata con te.
Le persone di successo, hanno avuto fortuna.
Le persone ricche, hanno ricevuto un’eredità!

Questo era ciò che pensavo, ma quel libro diceva esattamente l’opposto ma soprattutto: diceva la verità!

È stato un attimo che la mia mente ha iniziato a fantasticare, ad immaginare che io sarei stato una persona di successo, un leader con persone che lo seguivano e ammiravano e tanto tanto altro ed ho capito dunque, che ciò che dovevo cercare non era un’opportunità, ma dovevo cercare persone che già avevano fatto il percorso che avevo fatto io per bombardarle di domande e capire.

Io sarei stato una persona di successo, un leader con persone che lo seguivano e ammiravano

Perché la mia vita ha iniziato a cambiare.

Vedevo sui social qualcuno di successo?
Non mi limitavo più ad invidiarlo, ma gli scrivevo per chiedergli come avesse fatto!
La cosa più grave che poteva succedermi era che non avrebbe risposto.

Vedevo qualcuno con una macchina di lusso?
Non mi limitavo più a guardare la sua macchina luccicante, ma lo fermavo e gli chiedevo come avesse fatto!
La cosa più grave che poteva succedermi era che mi avrebbe storto il naso.

Ho iniziato a leggere, che prima non l’avevo mai fatto.
Ho iniziato ad ascoltare Podcast di sviluppo personale, che prima non l’avevo mai fatto.
Ho iniziato a farmi delle autoanalisi introspettive per capire dove andare a lavorare su me stesso.

Insomma, ho iniziato a capire che se volevo cambiare i miei risultati, dovevo cambiare il mio essere!

Il cambiamento non deve spaventare, tutti cambiamo e lo facciamo senza rendercene conto, dunque perché non lavorare su noi stessi per cambiare in meglio?

L’universo prima o poi allinea le cose e la tua opportunità arriverà.

Gennaio 2012, solo perché ero accompagnatore di un altro amico in una città lontana da casa mia, mi trovo ad un tavolo con altre 6 persone di cui quella che guadagnava meno si aggirava attorno ai 50.000€ al mese.
Come stavano producendo quel reddito, è tutta un’altra storia, di cui parleremo più avanti e che mi porta tutt’ora ad essere nello stesso settore di dove si trovavano quei personaggi.

Fatto sta che li guardavo, felici, sorridenti, sereni.
Il giorno dopo loro si sarebbero svegliati sapendo che la loro attività produceva numeri importanti e risultati impressionanti per loro.
Il giorno dopo io mi sarei svegliato per andare in magazzino.

Loro avevano 2 gambe, 2 braccia, 2 occhi, 1 naso, 2 orecchie ed una bocca.
Io avevo 2 gambe, 2 braccia, 2 occhi (tra l’altro più belli dei loro lol), 1 naso, 2 orecchie ed una bocca.

Qualcuno di loro era partito da una situazione peggiore della mia, eppure ce l’aveva fatta.
In quel momento ho davvero capito: SE VOGLIO, POSSO.
SE SONO DISPOSTO A PAGARE IL PREZZO, POTRÒ OTTENERE TUTTO CIÒ CHE DESIDERO.

E quando inizi a credere, non c’è niente che ti possa fermare!

E fu così che dopo aver trovato la strada dove già tante persone come me ce l’avevano fatta, mi sono finalmente messo in gioco.

E fu così, che iniziai a diventare…Tommaso Aloisi!

Ho registrato un podcast sullo stesso argomento, per ascoltarlo ti basta cliccare play o puoi ascoltarlo comodamente su Spotify, ti basta cercare Tommaso Aloisi per trovare tutti i miei podcast.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

TOMMASO ALOISI

Talent scout

info@tommasoaloisi.com+39 3408307587
© Tutti i diritti riservati
a site by webrandinglab.
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram